"Il segreto della salute fisica e mentale non sta nel lamentarsi del passato, né del preoccuparsi del futuro, ma nel vivere il momento presente con saggezza e serietà. La vita può avere luogo solo nel momento presente. Se lo perdiamo, perdiamo la vita. L’amore nel passato è solo memoria. Quello nel futuro è fantasia. Solo qui e ora possiamo amare veramente. Quando ti prendi cura di questo momento, ti prendi cura di tutto il tempo."
(Buddha)
Centro Studi di Psicoterapia e di Crescita Umana - Via Marsala 11 - 50135 - Firenze
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martedì 11 agosto 2015
lunedì 10 agosto 2015
La consapevolezza
"[...] La consapevolezza è uno specchio mentale. Riflette solo ciò che sta avvenendo nel momento presente, nella maniera esatta in cui sta avvenendo senza preconcetti.
[...] La consapevolezza è un'osservazione non giudicante, è la capacità della mente di osservare senza criticare. Con tale abilità vediamo le cose senza condanna o giudizio, e senza meravigliarci di nulla [...] .
E' psicologicamente impossibile osservare oggettivamente ciò che sta accadendo dentro di noi se, allo stesso tempo, non accettiamo il sorgere dei nostri vari stati mentali; il che, è particolarmente vero per gli stati mentali spiacevoli. [...]. Non possiamo esaminare la nostra depressione se non la accettiamo pienamente. Lo stesso vale per l'irritazione, l'agitazione, la frustrazione e per tutti gli stati mentali sgradevoli [...] . Nessun orgoglio, nessuna vergogna, non è in gioco niente di personale, ciò che è presente è presente. [...]."
(Henepola Gunaratana)
[...] La consapevolezza è un'osservazione non giudicante, è la capacità della mente di osservare senza criticare. Con tale abilità vediamo le cose senza condanna o giudizio, e senza meravigliarci di nulla [...] .
E' psicologicamente impossibile osservare oggettivamente ciò che sta accadendo dentro di noi se, allo stesso tempo, non accettiamo il sorgere dei nostri vari stati mentali; il che, è particolarmente vero per gli stati mentali spiacevoli. [...]. Non possiamo esaminare la nostra depressione se non la accettiamo pienamente. Lo stesso vale per l'irritazione, l'agitazione, la frustrazione e per tutti gli stati mentali sgradevoli [...] . Nessun orgoglio, nessuna vergogna, non è in gioco niente di personale, ciò che è presente è presente. [...]."
(Henepola Gunaratana)
venerdì 7 agosto 2015
La ferita primaria
[…] Due esponenti della psicosintesi statunitense, Firman J. E Gila A.
(Firman J. E Gila A., La ferita primaria, Pagnini e Martinelli ,
Firenze, 2004), ritengono che ogni essere umano sia portatore di una
ferita originaria, che definiscono “ferita primaria”, causata da una
frattura nella connessione Io-Sé transpersonale e provocata dai centri
unificatori non empatici, cioè da figure genitoriali che non sono state
in grado di instaurare una sufficiente relazione empatica con i figli.
In precedenza anche Winnicott (1970) aveva evidenziato la necessità per il bambino, per una sua evoluzione armonica, di fare esperienza di una relazione positiva con il proprio caregiver (colui che se ne prende cura). Infatti per essere riconosciuto nella sua unicità ed individualità, elemento indispensabile per una sana crescita, egli deve poter sperimentare un autentico atteggiamento di rispecchiamento con la figura che più gli sta vicino nei primi momenti della sua vita. […] .
(V. Niccolai, Rivista di Psicosintesi Terapeutica – marzo-settembre 2010)
In precedenza anche Winnicott (1970) aveva evidenziato la necessità per il bambino, per una sua evoluzione armonica, di fare esperienza di una relazione positiva con il proprio caregiver (colui che se ne prende cura). Infatti per essere riconosciuto nella sua unicità ed individualità, elemento indispensabile per una sana crescita, egli deve poter sperimentare un autentico atteggiamento di rispecchiamento con la figura che più gli sta vicino nei primi momenti della sua vita. […] .
(V. Niccolai, Rivista di Psicosintesi Terapeutica – marzo-settembre 2010)
giovedì 6 agosto 2015
Interazione madre-neonato
“[…] H.S. Sullivan psicoterapeuta (Teoria interpersonale della psichiatria, Feltrinelli, 1962) interessato allo studio delle relazioni interpersonali sin dagli anni Cinquanta, coniò un’espressione molto significativa per descrivere la complessa interazione madre-neonato a partire dai primi momenti della vita extrauterina: il teorema della tenerezza. Il neonato, con le sue attività finalizzate alla soddisfazione dei suoi bisogni, induce nella madre uno stato di tensione che lei vive “come tenerezza e come impulso ad attività che portino sollievo ai bisogni del bambino”.
Bowlby ed esponenti della teoria dell’attaccamento, fra cui la Ainsworth, con le loro ricerche hanno potuto dimostrare quanto sia importante per lo sviluppo di una personalità armonica del bambino, la sua interazione con la madre sin dai primi momenti della vita, con conseguenze che potranno condizionarne in positivo o in negativo per lo sviluppo psicosociale. Bowlby è stato fra i primi ad osservare che il neonato, dal momento in cui viene al mondo, è già predisposto a partecipare all’interazione sociale. Interazioni inadeguate o patologiche tuttavia possono essere all’origine di ferite profonde che possono provocare seri disturbi di personalità […]”
(V. Niccolai – Rivista di Psicosintesi Terapeutica – marzo-settembre 2010)
Bowlby ed esponenti della teoria dell’attaccamento, fra cui la Ainsworth, con le loro ricerche hanno potuto dimostrare quanto sia importante per lo sviluppo di una personalità armonica del bambino, la sua interazione con la madre sin dai primi momenti della vita, con conseguenze che potranno condizionarne in positivo o in negativo per lo sviluppo psicosociale. Bowlby è stato fra i primi ad osservare che il neonato, dal momento in cui viene al mondo, è già predisposto a partecipare all’interazione sociale. Interazioni inadeguate o patologiche tuttavia possono essere all’origine di ferite profonde che possono provocare seri disturbi di personalità […]”
(V. Niccolai – Rivista di Psicosintesi Terapeutica – marzo-settembre 2010)
martedì 4 agosto 2015
Un Sangha
"[..] Un Sangha è una comunità di amici che praticano la Via insieme per generare e mantenere consapevolezza. L’essenza di un Sangha è la consapevolezza, la comprensione, l’accettazione, l’armonia, l’amore. Quando non vedete queste qualità in una comunità dovete avere il coraggio di dirlo. Ma quando sono presenti in una comunità allora sapete che avete la fortuna e la gioia di essere in un vero Sangha. [...]"
(Fonte: http://www.cmif.altervista.org/public/group/default/page/view/natan.html)
(Fonte: http://www.cmif.altervista.org/public/group/default/page/view/natan.html)
lunedì 3 agosto 2015
Paura
"Una volta, quando alcune persone raccontarono al Dalai Lama quanta paura avessero provato durante la meditazione, egli rispose: “Quando siete impauriti ponete semplicemente la testa nel grembo del Buddha” Il grembo del Buddha rappresenta la sicurezza di una vera amicizia. Il culmine della metta è divenire veri amici di noi stessi e di tutte le forme di vita.La pratica di metta rivelando la forza dell’amore che può sradicare la paura, la rabbia e la colpa, comincia con l’amicizia verso se stessi. Il suo fondamento consiste nell’imparare come essere amici di se stessi. Secondo il Buddha: “Puoi cercare ovunque nell’universo qualcuno che sia più meritevole di te di ricevere il tuo amore e il tuo affetto, ma non troverai quella persona in nessun luogo. Tu stesso, come chiunque nell’universo, meriti il tuo amore e il tuo affetto”. La visione diretta della naturale luminosità della mente ci mostra di nuovo la nostra capacità di amare. Per alludere a una frase della tradizione questo è il nostro volto originario prima della nascita, prima che ci identificassimo con un sé separato e limitato. Riconoscere il potere di amare conduce direttamente a riconoscere questa luminosità originaria. La capacità di amare è estremamente reale e non può essere distrutta, indipendentemente da ciò che abbiamo vissuto prima: da tutti gli errori commessi, dalle nostre reazioni negative, dalle volte che abbiamo causato dolore o da quelle in cui abbiamo sofferto. La nostra capacità di amare rimane intatta e pura in ogni situazione. Attraverso la pratica della meditazione, nella vita quotidiana, noi coltiviamo quella capacità. L’amore e il nostro proposito si uniscono, come compagni, per guarire noi stessi e il nostro mondo."
(Sharon Salzberg)
(Sharon Salzberg)
domenica 2 agosto 2015
La paura del giudizio
"La paura più profonda che abbiamo, “la paura di tutte le paure” è la paura di misurarsi con la paura del giudizio. E’ questa paura che crea lo stress e la depressione della vita quotidiana."
(Tulliano Tchividjian)
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