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lunedì 2 ottobre 2017

Conferenze in Biblioteca Luzi a Firenze

ESSERE GENITORI
alla ricerca di dialogo con i figli tra problemi e disagi

Ciclo di 4 incontri sulla genitorialità
per sensibilizzare madri e padri sul rapporto con i figli, evidenziando problematiche e criticità alla ricerca di una soluzione

Stanza bambini
Ottobre // Novembre 2017
Giovedì ore 17.00-18.30
In collaborazione con i professionisti del Centro Studi di Psicoterapia e Crescita Umana


Programma
Giovedì 12 ottobre // ore 17.00-18.30
Il fenomeno degli Hikikomori: i nuovi adolescenti e il senso di vergogna
A cura del dott. Gabriele Nardi

Giovedì 26 ottobre // ore 17.00-18.30
Consapevolezza e genitorialità. La mindfulness nella relazione genitori figli
A cura della dott.ssa Massimiliana Molinari

Giovedì 9 novembre // ore 17.00-18.30
Genitorialità e clinica negli adolescenti: disturbi alimentari e addiction
A cura della dr.ssa Valentina Cappelli

Giovedì 23 novembre // ore 17.00-18.30
Il bambino tra scuola e famiglia: capacità di ascolto e scoperta di nuovi linguaggi
A cura della dott.ssa Carla Casini


 Ingresso gratuito su prenotazione
Biblioteca Mario Luzi
Via Ugo Schiff, 8 - Firenze
☎ 055 669229
✉ bibliotecaluzi@comune.fi.it



www.biblioteche.comune.fi.it

mercoledì 27 settembre 2017

Da lunedì 9 ottobre – Corso: “Ritorno alla sorgente” per scoprire ed accogliere le nostre sensazioni, potenzialità ed emozioni senza pregiudizio e giudizio (6 moduli)

Corso Ritorno alla sorgente che partirà il 9 ottobre :
6 tappe per riscoprire se stessi per rientrare in contatto con se stessi: la propria forza, le proprie emozioni, la propria consapevolezza. Un percorso esperienziale in cui, tramite tecniche corporee e meditative, prenderemo contatto con la nostra pancia, il nostro cuore e la nostra mente tornando a scoprire ed accogliere le nostre sensazioni, potenzialità ed emozioni senza pregiudizio e giudizio.
Due moduli sulla Pancia a ottobre, due moduli sul cuore a novembre e due moduli sulla Testa a dicembre, il lunedì dalle 20.30 alle 22.30. Conduce il dott.Roberto Di Ferdinando, counselor olistico ad indirizzo psicosomatico PNEI.
Le date:
9 e 23 ottobre: moduli sulla Pancia
6 e 20 novembre: moduli sul Cuore
4 e 18 dicembre: moduli sulla Testa

Presso il Centro Studi di Psicoterapia e Crescita Umana
Per informazioni ed iscrizioni sia per la conferenza che per il corso: tel. 3339728888  oppure: psicoterapiaecrescitaumana@gmail.com

mercoledì 13 settembre 2017

Presentazione corso MBI .Mindfulness Based Interventions e Compassion. Martedì 19 settembre 2017


Conferenza di presentazione del corso  corso di MBI- Mindfulness Based Interventions- per la riduzione dell'ansia e dello stress, un corso dall'efficacia ormai comprovata dalle innumerevoli ricerche scientifiche fatte negli ultimi decenni. Posso affermare, con soddisfazione, che questo tipo di approccio è riuscito ad avvicinare i mondo delle pratiche contemplative e meditative al mondo scientifico; questo sta portando sempre di più a riscoprire l'antica visione di unità mente-corpo, con notevoli risvolti per le possibili applicazioni di questo programma (MBI) in ambito medico oltre che psicologico.
Martedì 19 settembre 2017 dalle 20 alle 22 verrà presentato il corso in modo più specifico e pratico. Faremo delle esperienze di pratica e ci sarà spazio per fare domande. L'ingresso alla conferenza di presentazione è libero su prenotazione - via mail psicoterapiaecrescitaumana@gmail.com oppure al 3396788142.
Di cosa si tratta?
L'intervento mindfulness based è un programma basato su pratiche meditative e di consapevolezza , con l'ausilio di concetti psicologici e neurofisiologici, per insegnare alle persone a prendersi cura di se stesse in modo efficace ed a vivere una vita più sana, riducendo l'ansia e lo stress.
La mindfulness aiuta a sviluppare attenzione e flessbilità psicologica, ad essere presenti, a sperimentare, ad ascoltarsi, a dedicarsi spazio , ad essere creativi .
Possiamo dire che negli ultimi decenni lo  stile di vita adottato ha portato le persone a sentirsi costantemente stressate, attivate nel dover fornire prestazioni, perdendo spesso di vista il senso di tutto il nostro fare , o della stessa vita. Siamo immersi nelle nostre “catastrofi quotidiane”.
Il problema è che  non esiste un farmaco che possa renderci immuni allo stress e al dolore , che sia in grado di risolverci magicamente i problemi della nostra vita.
" Muoverti verso la guarigione e la pace interiore richiede uno impegno da parte tua. Significa imparare a lavorare proprio con quelo stress e con quel dolore di cui ti vuoi liberare” ..... " alla fine affrontare i problemi nella vita è l'unico modo per superarli".(  J.K. Zinn, 2010).
Alcuni dei doni che la Mindfulness offre sono proprio quelli di aiutarci a riconoscere che abbiamo a disposizione delle scelte riguardo a come rispondere, piuttosto che reagire, ad ogni genere di situazione stressante per noi, e di accedere a quella capacità innata di autoguarigione che ognuno di noi ha.
In cosa consiste? I praticanti della mindfulness assumono il ruolo di osservatori delle proprie:
– Sensazioni fisiche
– Pensieri
– Stati mentali
– delle relazioni che intercorrono tra essi
A che cosa serve? I principali effetti benefici includono:
– Diventare PIU’ CONSAPEVOLI delle proprie reattività e pregiudizi
– Sviluppare un’ATTITUDINE PIU’ ACCOGLIENTE e meno giudicante nei confronti delle proprie esperienze interne, anche le più sgradite e spaventose
– Imparare a GESTIRE e eventualmente ELABORARE le “emozioni disturbanti”
– Coltivare una maggiore EQUANIMITA’ che nasce dalla calibrazione tra disciplina e accettazione
– Favorire un senso di maggiore AUTENTICITA’ e REALIZZAZIONE di sé
In ambito clinico: Comprovati effetti positivi su
:• Dolori cronici (Reiner, Tibi, & Lipsitz, 2013; Rosenzweig , 2010; Minor, Carlson, Mackenzie,Zernicke, Jones, 2006; Surawy, Roberts, Silver, 2005)• Malattie cardiovascolari (Sullivan, Wood, Terry, Brantley, Charles, McGee, Johnson, et. al.,2009; Carmody, 2009; Shigaki, Glass, Schopp, 2006; Gross, Kreitzer, Russas, Treesak, Frazier, Hertz, 2004)
• Cancro (Carlson, Doll, Stephen, Faris, Tamagawa, Drysdale, & Speca, 2013; Lengacher et al., 2012 Sheila, 2012; Virginia, 2012; Matchim et al., 2011; Matousek et al., 2011; Carlson et al., 2007; Ott et al., 2006; Angen, 2006; Carlson, Garland, 2005)
• Malattie polmonari (Gross, Kreitzer, Russas, Treesak, Frazier, Hertz, 2004)• Ipertensione (Hughes, Fresco, Myerscough, van Dulmen, Carlson, & Josephson, 2013; Smith,2004)
• Cefalea (Shigaki, Glass, Schopp, 2006)
• Disturbi del sonno (Andersen, Wurtzen, Steding-Jessen, Christensen, Andersen, Flyger, et. al.,2013; Winbush, Gross & Kreitzer, 2007; Heidenreich et al., 2006; Lundh, Lars-Gunnar, 2005; Bootzin,Stevens, 2005; Shapiro, Shauna Bootzin, Figueredo, Lopez, Schwartz, 2003)
• Ansia e attacchi di panico (Hoge, Bui, Marques, Metcalf, Morris, Robinaugh, et. al.,2013; Lewis, 2005; Brantley, 2005; Grossman, 2003)
• Disturbi digestivi connessi allo stress (Zernicke, Campbell, Blustein, Fung,Johnson, Bacon, & Carlson, 2013; Kabat-Zinn, 2003)
• Malattie della pelle (Kabat-Zinn, Wheeler, Light, Skillings, Scharf, Cropey, Hosmer, Barnhard,2003)
• HIV (Duncan, Moskowitz, Neilands, Dilworth, Hecht, & Johnson, 2012; Crepaz et al., 2008; Antony et al., 2006; Rutledge, 2005; Petrie et al., 2004)
• Diminuzione del minority stress in gay e lesbiche (Montano, Flebus,2009)

  Come si svolge? Il corso si compone di otto incontri settimanali 3, 10, 17, 24, 31/10; 7, 14, 21/11
dalle 20 alle 22.30 e 1 giornata di ritiro sabato 10 novembre dalle 9.30 alle 17.30

Per iscriversi  psicoterapiaecrescitaumana@gmail.com oppure 3396788142.
 Si ritengono iscritte le persone che avranno versato la caparra, le iscrizioni si accettano in base all'ordine di arrivo.
Vi aspettiamo e ci scusiamo in anticipo perchè i posti della conferenza e quelli del corso saranno limitati visto il carattere esperienziale .

martedì 5 settembre 2017

Laboratorio di Pratica della Presenza - serate di settembre: " Inquiry"

Ho scritto alcune righe , ispirata dalle parole di Almaas, per introdurre l’Inquiry a cui saranno dedicati i primi due incontri de Il Laboratorio di Pratica della Presenza. Vi invito a prendervi qualche minuto per leggerle, e qualche minuto per domandarvi come si esprime nella vostra vita l’amore per la verità, quanto spazio vi concedete per sentirlo e quanto vi fate guidare da esso.
Nei due incontri di settembre del Laboratorio faremo esperienza di inquiry, cos’è, come funziona e la motivazione per praticarlo. Le serate sono aperte a chiunque abbia desiderio  e curiosità di “scoprirsi e trovarsi”, non sono richieste esperienze pregresse o abilità particolari . Il laboratorio di Pratica di Presenza è stato ideato come un’ occasione dalle molteplici possibilità,  può essere per alcuni un percorso nel tempo , per altri anche solo due incontri dove fare pratica, prendersi degli strumenti, proseguire per conto proprio, e tornare quando lo desiderano o sentono.

L’inquiry.
Definire l’inquiry una pratica è forse riduttivo, ma direi che questo termine può descriverne la funzione. L’inquiry permette di entrare nell’esperienza diretta del momento e di svelarne le caratteristiche, è come funziona dinamicamente la nostra coscienza libera da identificazione  .In un primo momento “iniziamo sempre il nostro inquiry vedendo ciò che è vero nella nostra esperienza - scrive Almaas-. Potrei riconoscere, per esempio, che ciò che è vero è che non mi piace il modo in cui un amico mi ignora. Esplorando quella verità, potrei venire a vedere che non mi piace perché è simile al modo in cui mia madre mi ha ignorato, cosa che mi ha fatto sentire inutile. Quindi credo, in relazione a questo amico, che sono un bambino ferito e lei è mia madre. Quindi possiamo vedere in qualche dettaglio ciò che rappresenta la nostra sensazione in un modo o nell'altro. La verità che vediamo in un primo momento è la verità su ciò che non è vero. Riconosciamo il falso come falso. Come vedo la mia immagine di sé e la proiezione sul mio amico, diventa chiaro che né è veramente vero. Non è mia madre, e non sono quella immagine di un bambino senza valore. Sono in realtà qualcosa di più vivo e immediato, una presenza che ha valore inerente perché è ciò che è reale.” (A.H.Amaas ‘The unfolding now’ 2008)
L’inquiry ci permette di incominciare a portare luce  chiarezza nelle nostre dinamiche, a riconoscere ciò che è reale, frutto dell’esperienza del momento è ciò che è frutto del nostro modo di interpretare l’esperienza attraverso schemi e condizionamenti del passato, ci permette di riconoscere i modelli che ci guidano automaticamente nel quotidiano spesso senza alcuna consapevolezza da parte nostra.
Quello che viene messo in luce, il contenuto della mia indagine, può essere doloroso o gioioso, ma l’atteggiamento dell’inquiry con il tempo diventa sempre meno condizionato dai contenuti, mentre impariamo a non identificarci con i contenuti. Ancora Almaas  “L'apertura, la leggerezza, la curiosità e l'amore caratterizzano l'inchiesta
Se comprendiamo che l'inchiesta scaturisce dalla leggerezza e dall'apertura della gioiosa curiosità, cominciamo a vedere che la pesantezza e la serietà non sono caratteristici dell'inchiesta stessa. Sono solo caratteristiche di alcuni dei contenuti che sorgono nell'inchiesta e dalle credenze che abbiamo su di esso. Quindi il contenuto può essere molto felice o molto doloroso, ma l'atteggiamento dell'inchiesta stessa non deve essere influenzato dal contenuto. L'indagine stessa è un'espressione di apertura, leggerezza, curiosità e amore.( A.H.Almaas ‘Spacecruiser’ 2002) . Con il tempo e la pratica le immagini in cui ci identifichiamo sbiadiscono, ciò che non è Vero lascia il posto nell’indagine alla nostra Vera Natura che si disvela , e l’inquiry diventa allora il nostro mezzo per iniziare a riconoscerci nel profondo, a fare esperienza diretta di chi siamo.
Le date di settembre sono 14 e 28 , dalle 20 alle 22.30 presso il Centro Studi di Psicoterapia e Crescita Umana- via Marsala ,11- Firenze

Conduce la dott.ssa Massimiliana Molinari, psicologa psicoterapeuta  
Per info e iscrizioni psicoterapiaecrescitaumana@gmail.com oppure cell. 3396788142

www.psicoterapiaecrescitaumana.it

mercoledì 22 marzo 2017

Amorevole gentilezza per clinici e per chi lavora nelle relazioni di aiuto

Ho trovato queste frasi e voglio condividerle con voi; sono intenzioni di amorevole gentilezza per clinici e persone che lavorano nelle relazioni d'aiuto, frasi di enorme sostegno per ritrovare e coltivare la nostra compassione soprattutto nei momenti più difficili, quando sentiamo il bisogno di più gentilezza. Possiamo leggerle e ripeterle tutte assieme, o anche copiare la frase che ci risuona maggiormente e portarla con noi nel quotidiano - leggerla più volte al giorno, tenerla come intenzione della giornata. 
Per esperienza ho visto che lavorando prendendo dimora  nella compassione anche i momenti più dolorosi e difficili diventano sostenibili, per noi e per chi lavora con noi; questo permette di non isolarci ma rimanere consapevoli dell' umanità che ci accomuna.

Che io possa essere in grado di aver cura e coltivare me stesso così da potermi occupare dei bisogni degli altri con generosità, equilibrio e presenza.
Che io possa sviluppare l’equanimità e lasciare andare l’illusione di risanare o curare gli altri.
Che io possa vedere questa persona con una mente lucida e un cuore aperto.
Sebbene abbia a cuore il dolore e la sofferenza che provate, non posso fare per voi delle scelte o controllare la vostra vita.
Che io possa accettare i limiti degli altri con calore e compassione e accettare i miei limiti con la stessa gentilezza.
Che io possa vedervi, udirvi e conoscervi nella vostra integrità e bellezza, non solo nella sofferenza e nel dolore che provate.
Che io possa vedere in questa persona la bontà, l’intelligenza e la vulnerabilità.
Che io possa lasciare che questo momento sia così com’è, non come io vorrei che fosse.

Ispirato da Sharon Salzberg (2011).

sabato 11 marzo 2017

Compassione per se stessi



La Compassione per se stessi/e implica un atteggiamento verso noi stessi/e di comprensione e di sostegno, lo stesso che potremmo avere con un caro amico che sta passando un momento difficile, un fallimento o che si giudica in modo negativo.
Essere compassionevoli non significa ignorare il dolore o la difficoltà , è piuttosto la possibilità di fermarci e dire a noi stessi/e “è proprio difficile questo momento! …Come posso prendermi cura di me e darmi un po’ di conforto in questo momento?”.
Avere compassione per se stessi riguarda la capacità di avere cura di me stessa/o nel momento del bisogno, anche nei momenti più difficili invece di criticarci o valutarci in base a modelli ritenuti “giusti” o “migliori”. Quando siamo in un percorso di crescita o di cura abbiamo bisogno di essere compassionevoli verso noi stessi/e, di incoraggiarci piuttosto che giudicarci.

Gli elementi che costituiscono la self-compassion sono tre : gentilezza verso se stessi vs giudizio, senso di umanità comune vs isolamento e mindfulness verso identificazione con i problemi.

1.Gentilezza per se stessi vs. auto-giudizio. Essere compassionevoli con se stessi/e implica essere caldi e la comprensivi verso noi stessi quando soffriamo, non riusciamo, o ci sentiamo inadeguati, piuttosto che ignorare il nostro dolore o flagellare noi stessi con l' autocritica.
Quando proviamo compassione riconosciamo che essere imperfetti e sperimentare le difficoltà della vita è inevitabile; non possiamo essere sempre come vogliamo o ottenere esattamente quello che vogliamo. Quando neghiamo o combattiamo questa realtà aumenta lasofferenza sotto forma di stress, frustrazione e l'autocritica. Quando questa realtà è accettata con simpatia e gentilezza viviamo una maggiore serenità emotiva .

2.Senso di umanità comune contro l'isolamento. Con il termine umanità non intendiamo qui il senso comune di essere buono con gli altri ma proprio il suo significato originario, ovvero i caratteri essenziali e distintivi della specie umana, le limitazioni della natura umana, i limiti dell'intero genere umano. La Frustrazione che nasce in noi quando le cose non sono esattamente come le vogliamo è spesso accompagnata da un senso irrazionale ma pervasivo di isolamento , e ci sentiamo come se "io" sono l'unica persona che soffre o commettere errori. In realtà tutti gli esseri umani soffrono. La definizione stessa di essere "umano" significa che uno è mortale, vulnerabile e imperfetto. La compassione per se stessi/e implica riconoscere che la sofferenza e l'inadeguatezza personale è parte dell'esperienza umana condivisa - qualcosa che attraversiamo tutti quanti piuttosto che essere qualcosa che accade a "me" solo.
3.Mindfulness vs. Over-identificazione. La compassione per se stessi/e richiede un approccio equilibrato con le nostre emozioni negative: non le sopprimiamo e non le esageriamo. Questa posizione equilibrata deriva dal mettere in relazione le esperienze personali con quelle di altri che anche stanno soffrendo, mettendo così la nostra situazione in una prospettiva più ampia.
Essa deriva anche dalla volontà di osservare i nostri pensieri e le emozioni negative con apertura e chiarezza, in modo da poterne essere consapevoli . La consapevolezza (mindfulness) è un stato della mente di non-giudizio e ricettività, in cui osserviamo i pensieri e i sentimenti come sono, senza cercare di sopprimerli o negarli. Non possiamo ignorare il nostro dolore e provare compassione per esso, allo stesso tempo. Allo stesso tempo essere consapevoli (mindfulness) richiede che noi non siamo identificati con pensieri e sentimenti, in modo da esserne coinvolti e poi travolti dalla reattività .
(Testo riadattato e rielaborato tratto da scritti di Kristin Neff)

sabato 4 febbraio 2017

Conferenza esperienziale di presentazione Corso Mindfulness Based Interventions

Sabato 11 dalle 16 alle 18 e lunedì 13 dalle 20 alle 22 verrà presentato il corso MBI- Mindfulness Based Interventions- per la riduzione dell'ansia e dello stress, che partirà il 14 marzo.
Verranno proposte delle esperienze di pratica e ci sarà spazio per fare domande.
L'ingresso alle conferenze di presentazione è libero su prenotazione - via mail psicoterapiaecrescitaumana@gmail.com oppure al 3396788142.
Gli inteventi basati sulla mindfulness, MBI, per la riduzione dell'ansia e dello stress, hanno un'efficacia ormai comprovata dalle innumerevoli ricerche scientifiche fatte negli ultimi decenni. Possiamo affermare, con soddisfazione, che questo tipo di approccio è riuscito ad avvicinare i mondo delle pratiche contemplative e meditative al mondo scientifico; questo sta portando sempre di più a riscoprire l'antica visione di unità mente-corpo, con notevoli risvolti per le possibili applicazioni di questo programma (MBI) in ambito medico oltre che psicologico.
Di cosa si tratta?
L'intervento mindfulness based è un programma basato su pratiche meditative e di consapevolezza , con l'ausilio di concetti psicologici e neurofisiologici, per insegnare alle persone a prendersi cura di se stesse in modo efficace ed a vivere una vita più sana, riducendo l'ansia e lo stress.
La mindfulness aiuta a sviluppare attenzione e flessbilità psicologica, ad essere presenti, a sperimentare, ad ascoltarsi, a dedicarsi spazio , ad essere creativi .
Possiamo dire che negli ultimi decenni lo stile di vita adottato ha portato le persone a sentirsi costantemente stressate, attivate nel dover fornire prestazioni, perdendo spesso di vista il senso di tutto il nostro fare , o della stessa vita. Siamo immersi nelle nostre “catastrofi quotidiane”.
Il problema è che non esiste un farmaco che possa renderci immuni allo stress e al dolore , che sia in grado di risolverci magicamente i problemi della nostra vita.
" Muoverti verso la guarigione e la pace interiore richiede uno impegno da parte tua. Significa imparare a lavorare proprio con quelo stress e con quel dolore di cui ti vuoi liberare” ..... " alla fine affrontare i problemi nella vita è l'unico modo per superarli".( J.K. Zinn, 2010).
Alcuni dei doni che la Mindfulness offre sono proprio quelli di aiutarci a riconoscere che abbiamo a disposizione delle scelte riguardo a come rispondere, piuttosto che reagire, ad ogni genere di situazione stressante per noi, e di accedere a quella capacità innata di autoguarigione che ognuno di noi ha.
In cosa consiste? I praticanti della mindfulness assumono il ruolo di osservatori delle proprie:
– Sensazioni fisiche
– Pensieri
– Stati mentali
– delle relazioni che intercorrono tra essi
A che cosa serve? I principali effetti benefici includono:
– Diventare PIU’ CONSAPEVOLI delle proprie reattività e pregiudizi
– Sviluppare un’ATTITUDINE PIU’ ACCOGLIENTE e meno giudicante nei confronti delle proprie esperienze interne, anche le più sgradite e spaventose
– Imparare a GESTIRE e eventualmente ELABORARE le “emozioni disturbanti”
– Coltivare una maggiore EQUANIMITA’ che nasce dalla calibrazione tra disciplina e accettazione
– Favorire un senso di maggiore AUTENTICITA’ e REALIZZAZIONE di sé
In ambito clinico: Comprovati effetti positivi su
:• Dolori cronici (Reiner, Tibi, & Lipsitz, 2013; Rosenzweig , 2010; Minor, Carlson, Mackenzie,Zernicke, Jones, 2006; Surawy, Roberts, Silver, 2005)• Malattie cardiovascolari (Sullivan, Wood, Terry, Brantley, Charles, McGee, Johnson, et. al.,2009; Carmody, 2009; Shigaki, Glass, Schopp, 2006; Gross, Kreitzer, Russas, Treesak, Frazier, Hertz, 2004)
• Cancro (Carlson, Doll, Stephen, Faris, Tamagawa, Drysdale, & Speca, 2013; Lengacher et al., 2012 Sheila, 2012; Virginia, 2012; Matchim et al., 2011; Matousek et al., 2011; Carlson et al., 2007; Ott et al., 2006; Angen, 2006; Carlson, Garland, 2005)
• Malattie polmonari (Gross, Kreitzer, Russas, Treesak, Frazier, Hertz, 2004)• Ipertensione (Hughes, Fresco, Myerscough, van Dulmen, Carlson, & Josephson, 2013; Smith,2004)
• Cefalea (Shigaki, Glass, Schopp, 2006)
• Disturbi del sonno (Andersen, Wurtzen, Steding-Jessen, Christensen, Andersen, Flyger, et. al.,2013; Winbush, Gross & Kreitzer, 2007; Heidenreich et al., 2006; Lundh, Lars-Gunnar, 2005; Bootzin,Stevens, 2005; Shapiro, Shauna Bootzin, Figueredo, Lopez, Schwartz, 2003)
• Ansia e attacchi di panico (Hoge, Bui, Marques, Metcalf, Morris, Robinaugh, et. al.,2013; Lewis, 2005; Brantley, 2005; Grossman, 2003)
• Disturbi digestivi connessi allo stress (Zernicke, Campbell, Blustein, Fung,Johnson, Bacon, & Carlson, 2013; Kabat-Zinn, 2003)
• Malattie della pelle (Kabat-Zinn, Wheeler, Light, Skillings, Scharf, Cropey, Hosmer, Barnhard,2003)
• HIV (Duncan, Moskowitz, Neilands, Dilworth, Hecht, & Johnson, 2012; Crepaz et al., 2008; Antony et al., 2006; Rutledge, 2005; Petrie et al., 2004)
• Diminuzione del minority stress in gay e lesbiche (Montano, Flebus,2009)

Come si svolge?
 Il corso si compone di otto incontri settimanali ( 14, 21, 28 marzo, 4, 11, 18, 26 aprile; 2 maggio) dalle 20 alle 22.30 e una giornata intera di sabato 22 aprile dalle 9.30 alle 17.30

Per iscriversi è necessario contattarci, o alla conferenza o via mail. Si ritengono iscritte le persone che avranno versato la caparra, le iscrizioni si accettano in base all'ordine di arrivo.

Vi aspettiamo e ci scusiamo in anticipo perchè i posti delle conferenze e quelli del corso saranno limitati visto il carattere esperienziale .

martedì 24 gennaio 2017

Dal 13 febbraio - Corso di Avvio alla Meditazione ed alle Tecniche Base di Consapevolezza Psicosomatica - 4 incontri

Presso il Centro Studi di Psicoterapia e di Crescita Umana - Via Marsala 11 - 50135 - Firenze
Condotto da Roberto Di Ferdinando
(Counselor con specializzazione in Tecniche di Psicosomatica e Crescita Personale)
Date: 13 febbraio, 20 e 27 febbraio e 6 marzo 2017 dalle ore 16 alle 18
Un corso pratico durante il quale sperimenteremo alcune
meditazioni, anche attive, e tecniche dolci di consapevolezza psicosomatica così da prendere contatto, e piena consapevolezza, con le singoli parti del nostro corpo e con la sua interezza, per una profonda esperienza unitaria di sé.
Lavoreremo sul corpo, sulla percezione di sè e sulla respirazione in modo da introdurre queste tecniche nel nostro quotidiano per coltivare la consapevolezza ed il benessere psicofisico.
Si consiglia un abbigliamento comodo. In sala di lavoro si entra senza scarpe.
Posti limitati (massimo 12 persone). Costo dell’intero corso 60 euro (30 euro per studenti).
Per informazioni e iscrizioni:
3339728888 oppure : psicoterapiaecrescitaumana@gmail.com


"La pratica meditativa ha come base la rinuncia ad ogni sogno di perfezione....
se pretendiamo che ogni nostra sessione sia piena di pace o consapevolezza, andiamo incontro a grandi delusioni e frustrazioni...
Meditare è lasciar essere, osservare senza manipolare,
riposare in ciò che c'è...
Se si realizza questo, allora lo si può integrare nella vita....
cadono le pretese ,le aspettative e sorge la pace equanime.
Va da sè che non è una conquista che si fa una volta per tutte
ma che bisogna cuare giorno dopo giorno e le cadute sono inevitabili.
Ma in questa pace sorge anche la gratitudine per tutto ciò che la Vita ci offre(proprio tutto) e questa è la base della serenità!
Non sempre è facile...anzi...
"
(Marco Valli)

giovedì 12 gennaio 2017

Riprendono le attività del Centro con alcune novità

Ripartono le Meditazioni del mercoledì e della luna piena ,per coloro che desiderano meditare con il sostegno del gruppo;

ripartono le classi di TaiChi il lunedì e il giovedì;

giovedì 12 gennaio riparte il Laboratorio di Pratica della Presenza, rivolto a chi desidera conoscersi più in profondità, al di là di maschere e condizionamenti, nel momento presente, spontaneo, il gruppo è aperto, ogni serata è specifica per un tema e pratica;

riprendono anche i Sabati del Centro, le nostre conferenze con aperitivo, da sabato 21 gennaio con“Io sono tutto ciò che c’è – Essere consapevole e praticare consapevolezza:il ritorno al mio vero Sé” , in allegato trovate tutte le date e i relatori;

dal 13 di febbraio ritorna il  Corso di avvio alla Meditazione ed alle Pratiche di Base  di Consapevolezza, 4 incontri ideale per quelle persone che desiderano avvicinarsi al mondo della meditazione ;

il 14 marzo una novità: parte il corso MBI, Mindfulness Based Interventions, un corso di 8 incontri e una giornata di ritiro, basato sulle pratiche meditative, ma non solo, per la riduzione dell'ansia e dello sterss, che promuove il benessere e  la possibilità di imparare a gestire il nostro quotidiano in modo più efficace;

ancora a marzo il 25 e 26 ci sarà il seminario Decondizionare e Trasformare le Credenze Limitanti, per coloro che si sentono bloccati in schemi ripetitivi e  desiderano un cambiamento intenso e profondo ;

e dal 16 maggio ci sarà il corso di Psicochakra , sette incontri per conoscersi e apprendere degli strumenti per riportarsi in equilibrio e armonia.

Ulteriori informazioni sulla locandina sottostante

sabato 1 ottobre 2016

Siediti come una montagna....

"[...] consapevoli o no, noi siamo "prima di tutto" - e forse anche soprattutto - "un io corpo". [...].
Marco l’eremita, un asceta cristiano del IV secolo, afferma: “La preghiera inizia dal corpo. E’ assurdo pensare di portare la mente in uno stato di contemplazione senza il corpo”. L’autore anonimo della ‘Nube della non conoscenza’ lo conferma a sua volta, con risolutezza, nel XV secolo: “Quando intraprendi questo nobile lavoro della contemplazione, semplicemente siediti rilassato e tranquillo”. […] Infatti il primo consiglio che si possa dare a chi vuole meditare non è di ordine spirituale, ma fisico: siediti!”.
Sedersi come una montagna, portando il corpo in uno stato di assoluta immobilità e di riposo, contribuisce a sviluppare e a nutrire tutta una serie di atteggiamenti interiori, particolarmente significativi in rapporto alla preghiera e alla contemplazione. L’immobilità fisica e la conseguente pace del corpo conducono anzitutto ad “essere carichi di presenza”. La preghiera è un atto di amicizia. Di conseguenza, essa reclama per sua natura la capacità di dimorare nel qui ed ora, dell’essere interamente presenti nel momento presente. Senza presenza non c’è amicizia. “Prima di costruire una chiesa bisogna essere pietra.
[…] scrive ancora Jean-Yves Leloup.
[…] Sedersi come una montagna è anche “prendere tempo”. […] “Le montagne hanno un altro tempo, un altro ritmo. Star seduto come una montagna vuol dire avere l’eterno davanti a sé. L’atteggiamento giusto per chi voglia entrare nella meditazione è sapere che l’eternità gli sta dietro, dentro e davanti “(Leloup).
Il saper perdere tempo è anche un modo per porre concretamente l’essere al di sopra dell’avere. “La cosa più dura era pensare ore e ore a fare niente. Bisognava imparare di nuovo ad essere, semplicemente ad essere, senza scopo né motivo. Meditare come una montagna era la meditazione stessa dell’Essere, del semplice fatto di esistere, prima di ogni pensiero, di ogni piacere e di ogni dolore” (Leloup).
[…] .
Sedersi immobili come la montagna è anche un’espressione che indica tranquillità, disponibilità, piena accoglienza, equanimità. E’ dare. Come prima cosa, a tutto ciò che esiste, dentro e fuori di noi, il diritto di esistere. Di conseguenza, meditare come una montagna è non giudicare. In effetti, in virtù di questa meditazione “aveva pure modificato il ritmo dei suoi pensieri. Egli aveva imparato a vedere senza giudicare, come se desse a tutto ciò che cresce sul dorso del monte anzitutto il diritto di esistere. Sapeva indugiare, accogliere le stagioni, starsene silenzioso e quieto, talvolta come un terreno brullo, talvolta, come il pendio di una collina pronta per la festa della mietitura” (Leloup) [...]"
(Padre Andrea Schnoller, tratto da SATI, maggio-agosto 2016)

sabato 24 settembre 2016

La consapevolezza

"La consapevolezza è il viaggio di tutta una vita su un cammino che alla fine non porta da nessuna parte: solo a scoprire chi sei."
(Jon Kabat Zinn, L’arte di imparare da ogni cosa)

giovedì 4 agosto 2016

I ciechi e l'elefante

Al di là di Ghor si estendeva una città i cui abitanti erano tutti ciechi. Un giorno, un re arrivò da quelle parti, accompagnato dalla sua corte e da un intero esercito, e si accamparono nel deserto. Ora, questo monarca possedeva un possente elefante, che utilizzava sia in battaglia sia per accrescere la soggezione della gente.
Il popolo era ansioso di sapere come fosse l'elefante, e alcuni dei membri di quella comunità di ciechi si precipitarono all'impazzata alla sua scoperta.
Non conoscendo ne la forma ne i contorni dell'elefante, cominciarono a tastarlo alla cieca e a raccogliere informazioni toccando alcune sue parti.
Ognuno di loro credette di sapere qualcosa dell'elefante per averne toccato una parte.
Quando tornarono dai loro concittadini, furono presto circondati da avidi gruppi, tutti ansiosi, e a torto, di conoscere la verità per bocca di coloro che erano essi stessi in errore.
Posero domande sulla forma e l'apparenza dell'elefante, e ascoltarono tutto ciò che veniva detto loro al riguardo. Alla domanda sulla natura dell'elefante, colui che ne aveva toccato l'orecchio rispose: "Si tratta di una cosa grande, ruvida, larga e lunga, come un tappeto".
Colui che aveva toccato la proboscide disse: "So io di che si tratta: somiglia a un tubo dritto e vuoto, orribile e distruttivo".
Colui che ne aveva toccato una zampa disse: "È possente e stabile come un pilastro".
Ognuno di loro aveva toccato una delle tante parti dell'elefante. La percezione di ognuno era errata. 

Nessuno lo conosceva nella sua totalità: la conoscenza non appartiene ai ciechi. 
Tutti immaginavano qualcosa, e l'immagine che ne avevano era sbagliata.

lunedì 21 marzo 2016

Resistenza al rilassamento.

I benefici di uno stato di rilassamento sono noti a molti, riduzione della tensione muscolare, parametri fisiologici più regolari, migliore concentrazione, più resistenza alle malattie , sensazione psichiche percepite come benessere e tranquillità, però forsi molti non conoscono le resistenze a vivere in questo stato di benessere. Può sembrare strano, a livello cosciente la maggior parte delle persone a cui viene chiesto se vorrebbero poter vivere in una condizione di benessere risponde affermativamente, ma poi quante realmente dedicano parte della loro giornata a coltivare uno stato di rilassamento? Viene da domandarsi come mai non dedichiamo alla cura del nostro benessere bio-psichico un tempo adeguato. E anche come mai sono sopratutto le persone che soffrono di ansia, o che percepiscono uno stato di malessere abbastanza costante ad avere difficoltà a praticare rilassamento. Vivere in uno stato di stress per molti diventa come una droga. Vivere allertati , non mollando il controllo spesso appaga una illusoria convinzione di sentirci più sicuri “ se resto tesa sarò pronta quando il problema arriverà, sarà vigile”. Va ricordato che in questo meccanismo il fattore chimico gioca un ruolo importante. Quando siamo allertati e stressati gli ormoni dello stress , adrenalina e noradrenalina, ci fanno sentire più forti, potenti, efficienti. Il problema nasce quando noi viviamo in uno stato di continua attivazione anche quando il “pericolo” non c'è, pensando che potrebbe esserci nel futuro ( questo è tipico delle persone ansiose), e quindi non creiamo mai dentro di noi lo spazio perchè si attivi anche la fase di rilascio, conseguente ,e necessaria, allo stato di attivazione. Per molte persone questo “rilascio” è vissuto come pericoloso ( se mollo e poi succede qualcosa di brutto?), oppure poco opportuno ( devo essere sempre pronto, dinamico e capace altrimenti mi superano), oppure come angosciante ( se mi rilasso poi chissà come posso diventare...e ho fatto tanto per essere così come sono..). Uno stato di rilassamento migliora ognuna di queste situazioni descritte e vissute come fonte di paura, permettendo di attingere a delle reali risorse interne, coltivando una concentrazione maggiore, uno stato di presenza alla vita, permettendo anche di valutare in modo più realistico ed adeguato gli eventi e le possibilità che ci si presentano, tutti aspetti che in uno stato di continuo stress e allerta diventano impossibili da sperimentare.

Dieci incontri per imparare e praticare tecniche che inducono rilassamento, diminuiscono lo stato di attivazione che porta allo stress, a sbalzi di umore, ansia.
Utilizzeremo tecniche del training autogeno, rilassamento progressivo Jacobson, rilassamento di Vogt, meditazioni di consapevolezza, pratiche contemplative, respirazione addominale. Verrà fornito anche il materiale per poter praticare a casa.

Conduce la dott.ssa Massimiliana Molinari, psicologa e psicoterapeuta.

Il corso si svolgerà nei giorni: lunedì 4, 11, 18 e venerdì 29 aprile;lunedì 2, 9, 16, 23, 30  maggio;lunedì 6 giugno dalle 20 alle 21.30. 
Costo del percorso 150 euro.

Iscrizioni dall'1 marzo al 30 marzo. Si ritengono iscritte le persone che hanno versato la caparra.
Per informazioni e iscrizioni psicoterapiaecrescitaumana
@gmail.com oppure 3396788142

giovedì 28 gennaio 2016

I sabati del Centro.Fiducia di Base e Credenze Limitanti

I sabati del Centro. Conferenze esperienziali e aperitivo


Sabato 6 febbraio dalle 16 alle 18
 


Fiducia di base e Credenze limitanti.
con la dott.ssa Massimiliana Molinari

Esploreremo il tema della fiducia fondamentale e la sua correlazione con le credenze limitanti, due temi importanti nella vita di ognuno di noi.
 " Quando è profonda tale fiducia , si manifesta nel modo in cui si vive, non necessariamente in ciò che si pensa o si prova. Facciamo esprienza di una indiscussa sensazione di sicurezza, intrinseca nella maniera in cui viviamo e agiamo" ( A.H.Almaas). Ma come ci disconnettiamo da questo stato del nostro essere? Come ci ritroviamo a vivere in modo limitato, a volte con sforzo, la nostra vita e le nostre possibilità? Come non riusciamo a sentirci fluidi e spontanei in ciò che siamo?

“La ricchezza nascosta nel nostro cuore, nella nostra vita ed esperienza è qui, non là, in un’esistenza migliore,un’altra casa, un’altra carriera, un’altra relazione, un altro paese o insegnamento spirituale.”Idries Shah

L'ingresso e libero con prenotazione . I posti sono limitati.

Per prenotare psicoterapiaecrescitaumana@gmail.com oppure 3396788142



lunedì 11 gennaio 2016

Corso di Psicochakra®

Corso di Psicochakra®
7 incontri ogni lunedì a partire dal 18 gennaio dalle 20 alle 22

La parola chakra deriva dal sanscrito e significa ruota; così nominati per la loro forma e il loro movimento i chakras sono dei centri energetici dislocati in molti punti del nostro corpo, a ponte tra la parte più materiale del nostro essere, il corpo, e i piani più sottili, psichici e spirituali. La loro posizione rende il lavoro con questi centri efficace e molto più veloce che qualunque altro lavoro che parta dal piano fisico, poichè la velocità con la quale si manifesta qualunque intenzione è maggiore nel piano energetico che non nel piano fisico. Si può affermare che attraverso il lavoro con i chakras possiamo accedere più facilmente alla matrice delle nostre forme, e quindi anche dei nostri blocchi e delle nostre potenzialità.
Nella tradizione induista vengono considerati 7 chakra principali che sono correlati a zone del corpo specifiche, a caratteristiche della personalità specifiche, a qualità spirituali.In questo corso andremo ad esplorare ognuno di questi aspetti proprio a partire dal chakra corrispondente, e quindi gli aspetti fisici, emotivi, mentali e spirituali correlati al chakra della Radice; al chakra Sacrale, al chakra del Plesso Solare, al chakra del Cuore, al chakra della Gola, al chakra Ajna, al chakra della Corona.

Per ogni piano e in ogni serata esploreremo i blocchi e le potenzialità del nostro modo di funzionare e si sperimenteranno tecniche per il riequilibrio del chakra.
Verranno forniti una dispensa e degli strumenti per proseguire poi un efficace lavoro di autodiagnosi e riequilibrio anche a casa per conto proprio.

Questo corso è consigliato a chi ha desiderio di conoscersi, esplorandosi a vari livelli di potenzialità, è utile a chi si sente bloccato, o sente la propria vita bloccata in qualche ambito, è consigliato a chi desidera avere degli strumenti per lavorare con se stesso/a per lavorare per conto proprio a casa, in modo specifico, preciso, efficace.


Conduce la dott.ssa  Massimiliana Molinari,
psicologa e psicoterapeuta ad indirizzo psicosintetico


per info e iscrizioni cell. 3396788142 negozio 055609033

mail : psicoterapiaecrescitaumana@gmail.com oppure massimilianamolinari@gmail.com

domenica 13 settembre 2015

La bugia della mancanza.



In questi giorni, preparando la serata del Laboratorio di Pratica della Presenza e la conferenza di sabato, indagavo sul tema della MANCANZA. Sono arrivata a percepire come questa sia UNA DELLE PIÙ GRANDI BUGIE con cui cresciamo, riguardo a noi stessi e all'esistenza:che siamo mancanti e che l'esistenza sia scarsa, mancante. Mi risultava estremamente facile vedere come questa convinzione operasse nelle persone con cui lavoro, mentre io sentivo pienezza, e mi domandavo dove fosse ancorata in me questa bugia. Poi questa sera una comprensione profonda:non percepisco mancanza ora, ma la " bugia" opera in me come una possibilità del futuro, con tutta una serie di automatismi a catena sul trattenere e accumulare, perchè "potrebbe mancare". La sensazione immediata è stata di flusso , molto forte, in tutto il corpo, energia che andava e arrivava, e una connessione fortissima con tutto ció che è, in me e attorno a me, e questa distinzione che si affievoliva. Sento e vedo, anche ora mentre scrivo, che tutto è abbondanza, e nel farne parte tutto è pienezza, ricchezza, bellezza, perfetto così come è. La bugia della mancanza opera al nostro interno come un organizzatore di credenze e risposte che diamo alla vitale nostre . Quando ci crediamo incominciamo a cercare fuori da noi stessi ciò che siamo, manipolandoci , dissociandoci da noi stessi, nell'illusione che solo così otterremo dall'esterno ciò che ci manca dentro - amore, gioia, pace, potere, forza, fiducia.....un "gioco" che rischia di non avere mai fine se non portiamo presenza a chi siamo, ora, nel momento in cui siamo. La vita è!
Grazie a tutte le persone che hanno stimolato le mie riflessioni in questi giorni con la loro partecipazione al laboratorio e alla conferenza.

domenica 16 agosto 2015

Identificarsi....

"[...] Quando ci identifichiamo con le nostre idee e credenze, co  la nostra storia di strutture acquisite, i nostri ricordi e condizionamenti, con l'autoimmagine che abbiamo costruito, l'innato spazio naturale si fa limitato e costretto. Il modo di entrare in relazione diventa schematico. Gradualmente assumiamo le nostre azioni passate come unica guida nel far fronte alle sfide del momento presente. Ed e' facile  constatare che questo ci condanna alla ripetitivita'. Spesso e' una ripetitivita' dolorosa.
La nostra autoimmagine puo' essere positiva. Pensiamo: "Sono una persona buona, una persona compassionevole, una persona saggia, una persona divertente, una persona generosa e amorevole."
Oppure possiamo avere un'autoimmagine chiaramente negativa. Alcuni di noi sentono di essere persone cattive o di non essere abbastanza forti, non abbastanza intelligenti, non abbastanza giovani, non abbastanza spirituali.
Che sia buona o cattiva, l'autoimmagine e' solo questo....un'immagine. E' una rappresentazione, una costruzione. E' intrinsicamente fragile e priva di sostanza. Siamo continuamente costretti a difenderla, puntellarla e fabbricarla. [...]"
(Frank Ostaseski, in SATI di maggio-agosto 2015)

sabato 15 agosto 2015

Investigando la nostra mente

"[...] Se investighiamo la nostra mente anche solo in superficie, scopriremo prima o poi una fondamentale consapevolezza aperta che è sempre presente. Di solito non ci accorgiamo di questa fondamentale consapevolezza perché siamo abituati a rivolgere l'attenzione agli oggetti della consapevolezza, gli oggetti esterni delle percezioni sensoriali o gli oggetti della nostra esperienza soggettiva. [...]
Ma una limitata introspezione basta a rivelarci che tutti questi oggetti ed esperienze si situano in un più vasto spazio di consapevolezza...altrimenti non ne verremmo a conoscenza. Ciò indica la qualità vuota della mente.
[...] Pur avendo una consapevolezza vuota, aperta, la nostra mente genera continuamente forme; sorgono continuamente pensieri, emozioni, immagini, percezioni, sensazioni. Tuttavia, quando osserviamo a fondo queste forme, scopriamo che sono vuote, non esistono in modo permanente, continuo.
[...] Appaiono a un certo punto, permangono per qualche tempo, fluttuano nel loro permanere e scompaiono in qualche punto successivo. Hanno una qualche forma di esistenza nel momento ma sono prive di esistenza intrinseca. A un certo punto smettono di esistere. Le forme particolari non sono eterne, ma la potenzialità del vuoto di esprimersi dinamicamente come forma è eterna ed è inseparabile da vuoto. [...]"
(jennifer Welwood - citazione tratta da "SATI" di maggio-agosto 2015)

venerdì 14 agosto 2015

Autoimmagine

"[...] Uno dei nostri attaccamenti più profondi è l'attaccamento a essere qualcuno. Abbiamo tutti un'autoimmagine: la nostra autoimmagine è la persona che pensiamo di essere....come vogliamo essere....il modo in cui vogliamo che gli altri ci vedano. E' cosi che di solito definiamo il nostro sé. L'identificazione con colui, o colei,  che pensiamo di essere è la base dell'attaccamento. E' il nostro senso di 'me' e di 'mio'.
Noi vogliamo rendere permanente questa immagine: lottiamo per essa, la difendiamo, la puntelliamo con una miriade di altri attaccamenti, quali il lavoro o gli amici, la casa, i punti di vista e le credenze, le preferenze e le antipatie. Ci rendiamo conto ben presto che molta della nostra attività cosciente mira a sostenere questo senso del sé.
Siamo convinti di non poter esistere senza questi attaccamenti.
Chi sarei io? Come potrebbero i miei amici riconoscermi?
Attraverso la nostra pratica di insight possiamo esaminare questi attaccamenti. Possiamo riconoscere la nostra identità costruita, la nostra autoimmagine. Possiamo diventare consapevoli del modo in cui operano questi schemi. Possiamo vedere con chiarezza senza ostacoli, e alla luce della consapevolezza possiamo assistere al dissolversi dello schema.
[...] Spesso, quando l'autoimmagine si dissolve, si apre uno spazio. Lo spazio può emergere improvvisamente dopo che si è allentata una tensione fisica o emotiva. Altre volte emerge come risveglio graduale, nel quale sentiamo che la nostra consapevolezza si espande al di là del nostro normale perimetro.
In entrambi i casi, è un liberarsi da vincoli che prima ci limitavano.
Possiamo provare un senso di leggerezza, l'acquietarsi di una certa angoscia o un senso di potenzialità e possibilità. [...]"
(Frank Ostaseski - in "SATI" di maggio-agosto 2015)

giovedì 13 agosto 2015

Creatori della nostra realtà

Da giorni rifletto su questo pensiero ed esperienza: siamo noi gli artefici della nostra realtà. E osservo come poi affiorino le giustificazioni e le deresponsabilizzazioni quando qualcosa è scomodo. È così facile e a volte sottile questo pensiero "ma questo non dipende da me", e quando non si trova qualcuno a cui attribuire la responsabilità allora interviene il "destino" ,"era scritto che fosse così"....ma se mi assumo la responsabilità di essere l'artefice della mia esistenza , è un'assunzione totale, e una disponibilità totale ad indagare quali sono gli schemi inconsci con cui mi identifico che mi portano ai risultati che vivo. Siamo noi gli artefici della nostra realtà. Grazie Tao.