giovedì 23 gennaio 2014

Metta Sutta (Discorso sulla benevolenza universale)

Questo dovrebbe fare
chi pratica il bene
e conosce il sentiero della pace:
essere abile e retto,
chiaro nel parlare,
gentile e non vanitoso,
contento e facilmente appagato;
non oppresso da impegni e di modi frugali,
calmo e discreto, non altero o esigente;
incapace di fare
ciò che il saggio poi disapprova

Che tutti gli esseri
vivano felici e sicuri:
tutti, chiunque essi siano,
tutti, chiunque essi siano,
deboli o forti,
grandi o possenti,
alti, medi o bassi,
visibili e non visibili,
vicini e lontani,
nati o non nati.
Che tutti gli esseri vivano felici!

Che nessuno inganni l'altro
né lo disprezzi
né con odio o ira
desideri il suo male:
Come una madre
protegge con la sua vita
suo figlio, il suo unico figlio
così, con cuore aperto,
si abbia cura di ogni essere,
irradiando amore
sull'universo intero
irradiando amore
sull'universo intero;
in alto verso il cielo
in basso verso gli abissi,
in ogni luogo, senza limitazioni,
liberi da odio e rancore.

Fermi o camminando,
seduti o distesi,
esenti da torpore,
sostenendo la pratica di Metta;
questa è la sublime dimora,

Il puro di cuore,
non legato ad opinioni,
dotato di chiara visione,
liberato da brame sensuali,
non tornerà a nascere in questo mondo.

(Dal Sutta-Nipata, 'Gruppo di discorsi, 1.8)

Preghiere d’offerta del cibo

Al prezioso Buddha, guida impareggiabile,
al prezioso Dharma, rifugio impareggiabile,
al prezioso Sangha, liberatori impareggiabili:
offriamo ai tre gioielli del rifugio
questo cibo dalle centinaia di sapori,
appetitoso e ben preparato,
al Conquistatore ed ai suoi figli offriamo con fede.
Per via di questo possano tutti i migratori
avere ricchezze,
e gioire del cibo della concentrazione.
Vedendo questo cibo come se fosse una medicina,
lo assumano senza attaccamento né avversione,
non per ingrassare, non per orgoglio,
non per sembrare più in forma,
ma solo per sostenere il corpo.

OM AH HUNG

Foglie

"Noi spazziamo via le foglie cadute in giardino, ma non odiamo gli alberi da cui si sono staccate"
Mamiya

mercoledì 22 gennaio 2014

"Come posso raggiungere la libertà?" (racconto Zen)

Un uomo si reca dal suo maestro, e chiede: "Come posso raggiungere la libertà?".
E il maestro risponde: "Impara a conoscere il vero Sè".
L'uomo dice: "Insegnamelo".
Ma il maestro non replica.
Allora l'uomo ripete: "Signore , insegnami il vero Sè".
E il maestro continua a rimanere seduto in silenzio, senza muoversi.
L'uomo chiede per la terza volta: "Insegnami il vero Sè".
A questo punto, il maestro dice. "Io te lo sto insegnando, ma tu non vuoi capire. Il silenzio è questo Sè".
(Trevor Leggett - "Il Vecchio Maestro Zen")

Intenzione del mattino

"Che in virtù della fiducia nella pratica io possa conoscere gli ostacoli che metto, in modo più o meno cosciente, alla liberazione della mente-cuore. Che io possa essere pronto a riconoscere la mia confusione, la mia paura e la facilità a credere tutto ciò che la mia mente dice. Che io possa rivolgermi a questi ostacoli e trasformarli in occazione di consapevolezza, di gentilezza amorevole e di compassione".
(Corrado Pensa, Neva Papachristou)

martedì 21 gennaio 2014

Intenzione del mattino

"Oggi sono fortunato. Mi sono svegliato. Sono vivo. Ho una preziosa vita umana. Non intendo sprecarla. Userò tutte le mie energie per crescere, per espandere il mio cuore verso gli altri. Per raggiungere l'illuminazione a beneficio di tutti gli esseri. Rivolgerò pensieri gentili agli latri e mi impegnerò al massimo per fare del bene agli altri".
(Dalai Lama)

domenica 19 gennaio 2014

Anicca Vata Sankara

Tutte le cose condizionate sono impermanenti
La loro natura è di sorgere e di svanire
Allorché questo stesso percorso di sorgere e
svanire viene meno, allora c'è la vera felicità

ANICCA VATA SANKHARA
UPPADAVA YADHAMMINO
UPPAJJITVA NIRUJJHANTI
TESAM VUPASAMO SUKHO

(Canto tibetano)