lunedì 27 gennaio 2014

Merito e Valore

Riflessione su Merito e Valore
Se osserviamo noi stessi dal punto di vista della nostra personalità, siamo portati a ricercare merito e valore, per esempio costruendoci dei modelli a cui aderire oppure aderendo a modelli esterni. Ma se spostiamo la nostra identificazione nella nostra vera natura, in psicosintesi il Sè, per altri autori l'Essenza, l'esperienza è di essere valore e merito, noi siamo profondamente valore e merito, fa parte della nostra natura. Da questo piano di esperienza non esiste quindi perdere il valore o non meritarsi; in realtà quello che sperimentiamo nella nostra vita quotidiana come mancanza di valore o merito è una perdita di contatto con la nostra natura essenziale. E' a causa dei nostri condizionamenti, le "storie" attraverso cui ci raccontiamo, che siamo portati a credere che sia ciò che facciamo, come lo facciamo e come siamo a darci valore, ma dal punto di vista della realtà di chi siamo noi siamo già valore, il valore che riempie ogni esperienza attraverso la sua presenza. Quando si percepisce la mancanza di valore o di merito spesso siamo portati a intraprendere azioni, cercare obiettivi e risulati che identifichiamo con il valore; niente di più fuorviante. Quando percepiamo mancanza di valore o merito la strada da intraprendere è fermarsi, indagare all'interno, alla ricerca del contatto con chi siamo realmente.
M.M.

domenica 26 gennaio 2014

Poesia giapponese

"Ahimè, il fiore del cuore scolora,
se nessun segno arriva all'esterno"
(poesia giapponese)

giovedì 23 gennaio 2014

Metta Sutta (Discorso sulla benevolenza universale)

Questo dovrebbe fare
chi pratica il bene
e conosce il sentiero della pace:
essere abile e retto,
chiaro nel parlare,
gentile e non vanitoso,
contento e facilmente appagato;
non oppresso da impegni e di modi frugali,
calmo e discreto, non altero o esigente;
incapace di fare
ciò che il saggio poi disapprova

Che tutti gli esseri
vivano felici e sicuri:
tutti, chiunque essi siano,
tutti, chiunque essi siano,
deboli o forti,
grandi o possenti,
alti, medi o bassi,
visibili e non visibili,
vicini e lontani,
nati o non nati.
Che tutti gli esseri vivano felici!

Che nessuno inganni l'altro
né lo disprezzi
né con odio o ira
desideri il suo male:
Come una madre
protegge con la sua vita
suo figlio, il suo unico figlio
così, con cuore aperto,
si abbia cura di ogni essere,
irradiando amore
sull'universo intero
irradiando amore
sull'universo intero;
in alto verso il cielo
in basso verso gli abissi,
in ogni luogo, senza limitazioni,
liberi da odio e rancore.

Fermi o camminando,
seduti o distesi,
esenti da torpore,
sostenendo la pratica di Metta;
questa è la sublime dimora,

Il puro di cuore,
non legato ad opinioni,
dotato di chiara visione,
liberato da brame sensuali,
non tornerà a nascere in questo mondo.

(Dal Sutta-Nipata, 'Gruppo di discorsi, 1.8)

Preghiere d’offerta del cibo

Al prezioso Buddha, guida impareggiabile,
al prezioso Dharma, rifugio impareggiabile,
al prezioso Sangha, liberatori impareggiabili:
offriamo ai tre gioielli del rifugio
questo cibo dalle centinaia di sapori,
appetitoso e ben preparato,
al Conquistatore ed ai suoi figli offriamo con fede.
Per via di questo possano tutti i migratori
avere ricchezze,
e gioire del cibo della concentrazione.
Vedendo questo cibo come se fosse una medicina,
lo assumano senza attaccamento né avversione,
non per ingrassare, non per orgoglio,
non per sembrare più in forma,
ma solo per sostenere il corpo.

OM AH HUNG

Foglie

"Noi spazziamo via le foglie cadute in giardino, ma non odiamo gli alberi da cui si sono staccate"
Mamiya

mercoledì 22 gennaio 2014

"Come posso raggiungere la libertà?" (racconto Zen)

Un uomo si reca dal suo maestro, e chiede: "Come posso raggiungere la libertà?".
E il maestro risponde: "Impara a conoscere il vero Sè".
L'uomo dice: "Insegnamelo".
Ma il maestro non replica.
Allora l'uomo ripete: "Signore , insegnami il vero Sè".
E il maestro continua a rimanere seduto in silenzio, senza muoversi.
L'uomo chiede per la terza volta: "Insegnami il vero Sè".
A questo punto, il maestro dice. "Io te lo sto insegnando, ma tu non vuoi capire. Il silenzio è questo Sè".
(Trevor Leggett - "Il Vecchio Maestro Zen")