domenica 3 agosto 2014

"Per superare le difficoltà della pratica ....."

"Per superare le difficoltà della pratica ci occorrono pazienza, perseveranza e coraggio. Perché sono necessari? Perché una pratica perseverante mina gli schemi abituali: la caccia alla felicità, la lotta per la soddisfazione dei desideri, la tensione per evitare la sofferenza fisica e mentale. Impariamo visceralmente, non solo col cervello, che una vita colma di gioia non sta nella caccia alla felicità ma nello sperimentare e nell'essere tutti gli aspetti della vita così come si presentano; non nella soddisfazione dei desideri egoistici ma nel soddisfare le richieste della vita: non nell'evitazione del dolore ma nell'essere il dolore quando è necessario."
(Charlotte Joko Beck)

"le ragioni della mia infelicità erano dentro di me..."

"E ho pensato che forse le ragioni della mia infelicità erano dentro di me anziché fuori; che avevo continuato a disamorarmi di ogni donna e lavoro e storia appena accennava a perdere la sua magia iniziale solo perché non ero in grado di sostenere una responsabilità adulta né di interpretare in modo positivo i comportamenti evoluti della nostra specie. Ho pensato che forse quella che io chiamavo leggerezza era una forma di superficialità egoista che mi spingeva a scappare invece di affrontare le sfide della vita, e quello che chiamavo peso era la giusta consistenza delle cose. Ho pensato che forse avrei finito per ritrovarmi sempre nella stessa situazione con qualunque donna, passata la fase dello slancio e del divertimento e della scoperta. Ho pensato che forse non era più il momento di inseguire e cercare e stupirsi ma di fermarsi e accettare e costruire."
(Andrea De Carlo, Nel momento)

giovedì 24 luglio 2014

"Un tempo il potere da cui uno si sentiva oppresso..."

"Un tempo il potere da cui uno si sentiva oppresso aveva sedi, simboli, e la rivolta si dirigeva contro quelli. Ma oggi? Dov'è il centro del potere che immiserisce le nostre vite? Bisogna forse accettare una volta per tutte che quel centro è dentro di noi e che solo una grande rivoluzione interiore può cambiare le cose, visto che tutte le rivoluzioni fatte fuori non han cambiato granché."
(Tiziano Terzani)

martedì 22 luglio 2014

"Immaginiamo...."

"Immaginiamo di essere in viaggio e di fermarci per una sosta di riposo in una bella località. Poco dopo, essendoci accorti di quanto sia gradevole il posto, cominciamo a essere invasi da tanti pensieri su quanto ci piacerebbe trascorrere qui una settimana di vacanza. E per tutto il tempo della sosta la nostra mente fervidamente fantastica e si esalta da un lato e dall'altro si rammarica perché dobbiamo ripartire. Arrivato il momento del congedo, se riflettiamo bene, possiamo affermare tranquillamente che noi non abbiamo incontrato quella valle d'incanto."
(Corrado Pensa - L'intelligenza spirituale)

lunedì 21 luglio 2014

Mistero

"....Un insegnante buddhista ha detto: <<Se impariamo a lasciarci andare all'incertezza, ad avere fiducia nella fondamentale identità della nostra natura e di quella del mondo, allora il fatto che le cose non siano solide e fisse diventa, anziché una minaccia, un'opportunità liberatoria. Allora siamo liberi di assaporare ciò che la vita offre, di gustare pienamente la qualità di ogni momento, che sia un momento di tristezza o di gioia.>>
Una vita senza Mistero diventa rigida, fissa; una vita troppo programmata è priva dell'essenziale elemento della spontaneità e genera logoramento, spossatezza e scoraggiamento. Queste condizioni derivano da una mancanza di meraviglia e da una prospettiva limitata.
Vivere in armonia con il Mistero è un'apertura verso la prospettiva più vasta possibile. E' un ascolto profondo: ascolto e apertura all'inaspettato.
Con il tempo, se viviamo in questo modo, capiremo che non stiamo soltanto testimoniando il Mistero...noi siamo il Mistero!
Quando viviamo solo in ciò che può essere misurato e spiegato sminuiamo l avita. E quando sminuiamo la vita, sminuiamo noi stessi."
(Patricia Feldam Genoud)

giovedì 17 luglio 2014

"Nel momento in cui osservi il mondo...."

"Nel momento in cui osservi il mondo attraverso un'ideologia, sei finito. La realtà non si adatta a un'ideologia. La vita va oltre. La vita ha senso solo quando la si percepisce come mistero, e ciò non ha senso per la mente concettuale."
(Anthony de Mello)

mercoledì 16 luglio 2014

"La maggior parte dei nostri problemi..."

"La maggior parte dei nostri problemi, in quanto esseri umani, deriva proprio dall'attaccamento nel suo duplice aspetto: afferrare e tenere ciò che ci piace e respinge e ciò che non ci piace. L'attaccamento è dunque come un Giano bifronte, costituito sia dal desiderio di tenere sia dal desiderio di respingere. E, alla base di questi desideri, c'è sempre quella che nel Dharma è la causa principale della sofferenza: l'ignoranza, il cui significato non è quello di non sapere tutto ciò che c'è da sapere, ma, piuttosto, l'incapacità di vedere chiaramente.
Il significato della parola vipassana è vedere chiaramente le cose così come sono, che include il vedere chiaramente il processo dell'identificazione. Per esempio, grazie alla pratica, vediamo quanto spesso consideriamo la rabbia come me, come la mia rabbia, piuttosto che riconoscerla come un'emozione che è apparsa e che, come tutte le cose, sorge, ha la sua durata e poi finisce. E, allo stesso modo, consideriamo il desiderio come il mio desiderio, come qualcosa a cui afferrarsi e con il quale identificarsi, piuttosto che come un'emozione che, anch'essa, sorge e svanisce. Quando non vediamo chiaramente la natura di ogni pensiero, di ogni emozione, noi diventiamo quel pensiero e quella emozione, e agiamo mossi dall'identificazione. L'aspirazione più profonda, anche se spesso non ancora ben manifesta, la motivazione che ci conduce ad intraprendere un cammino interiore, è spesso proprio l'aspirazione a vedere più chiaramente, e quindi ad essere sempre meno confusi o ignoranti."
(Patricia Feldman Genoud)