"La ricchezza dell'esperienza del momento presente è la ricchezza della vita stessa.
Troppo spesso lasciamo che i nostri pensieri e le nostre presunte conoscenze ci impediscano di vedere le cose così come sono. Tendiamo a dare per scontato il quotidiano e perdiamo di vista la straordinarietà dell'ordinario.
Per cogliere la ricchezza del momento presente, dobbiamo coltivare quella che è detta, nello Zen, 'mente del principiante': una mente che è disposta a guardare ogni cosa come se la vedesse per la prima volta."
(Jon Kabat-Zinn)
Centro Studi di Psicoterapia e di Crescita Umana - Via Marsala 11 - 50135 - Firenze
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martedì 21 luglio 2015
lunedì 20 luglio 2015
Pura esperienza
"La mia tesi è che se cominciamo con l’ipotesi che esiste solo un’entità prima o materiale nel mondo, un’entità di cui tutto è composto, e se la chiamiamo “pura esperienza”, allora sapere può essere facilmente spiegato come un tipo particolare di relazione in cui possono entrare porzioni di pura esperienza."
(William James -ERE, pg. 4)
(William James -ERE, pg. 4)
La compassione
"Quando la compassione sorge spontanea nel nostro cuore, si apre una porta interiore su quell'esperienza infantile dell'amore che fa parte della nostra realtà fondamentale: è questo uno dei suoi aspetti meravigliosi! Secondo la prospettiva laica, vista la nostra natura biologica di animali sociali il nutrimento è parte integrante del meccanismo di sopravvivenza umano. Senza l'amore della madre, nonché la capacità istintiva del neonato di cercare e godere dell'affetto materno, l'essere umano non avrebbe nessuna possibilità di sopravvivenza.
Mi capita spesso di citare le prove mediche e scientifiche che dimostrano come il semplice contatto fisico con la madre, o con un'altra persona che ne faccia le veci, costituisca il fattore più importante per la crescita delle dimensioni del nostro cervello nel corso delle prime settimane di vita. Ciò dimostra quanto il ruolo dell'amore e della compassione altrui sia cruciale per la sopravvivenza e il benessere di qualsiasi individuo. Ecco perché sperimentare compassione per gli altri significa fare ritorno alla nostra più profonda natura.
Una volta dischiusa quella porta interiore, volgerci agli altri e stabilire un contatto con loro non ci costa più nessuna fatica. Ed è per lo stesso motivo che il più grande antidoto all'insicurezza e all'angoscia è proprio la compassione, che ci riporta alle fondamenta della nostra forza interiore. Un essere veramente compassionevole è l'incarnazione di uno spirito impavido e spensierato, che scaturisce a sua volta dalla libertà da qualsiasi preoccupazione egocentrica.
La compassione è una qualità che ogni essere umano eredita per diritto di nascita, a tale riguardo, essere credenti o meno non fa alcuna differenza. Gli insegnamenti delle religioni tradizionali intendono solo aiutarci a riconoscere tale eredità, e ci forniscono strumenti sistematici per promuoverla, svilupparla e portarla alla massima perfezione."
(Dalai Lama)
Mi capita spesso di citare le prove mediche e scientifiche che dimostrano come il semplice contatto fisico con la madre, o con un'altra persona che ne faccia le veci, costituisca il fattore più importante per la crescita delle dimensioni del nostro cervello nel corso delle prime settimane di vita. Ciò dimostra quanto il ruolo dell'amore e della compassione altrui sia cruciale per la sopravvivenza e il benessere di qualsiasi individuo. Ecco perché sperimentare compassione per gli altri significa fare ritorno alla nostra più profonda natura.
Una volta dischiusa quella porta interiore, volgerci agli altri e stabilire un contatto con loro non ci costa più nessuna fatica. Ed è per lo stesso motivo che il più grande antidoto all'insicurezza e all'angoscia è proprio la compassione, che ci riporta alle fondamenta della nostra forza interiore. Un essere veramente compassionevole è l'incarnazione di uno spirito impavido e spensierato, che scaturisce a sua volta dalla libertà da qualsiasi preoccupazione egocentrica.
La compassione è una qualità che ogni essere umano eredita per diritto di nascita, a tale riguardo, essere credenti o meno non fa alcuna differenza. Gli insegnamenti delle religioni tradizionali intendono solo aiutarci a riconoscere tale eredità, e ci forniscono strumenti sistematici per promuoverla, svilupparla e portarla alla massima perfezione."
(Dalai Lama)
venerdì 17 luglio 2015
La meditazione
"La meditazione ci insegna che più noi entriamo profondamente in un mistero di unità, più diventiamo realmente umani e compassionevoli. Approfondendo il nostro impegno personale per il cammino umano, ciascuno di noi approfondisce anche il proprio impegno per quella parte di umanità con cui ci imbattiamo nella nostra vita quotidiana".
(John Main OSB)
(John Main OSB)
domenica 12 luglio 2015
Valore. Insicurezza e autostima .
Molto spesso mi trovo a lavorare con persone che sentono di valere poco, che quello che dicono, fanno o hanno non è abbastanza, e la prima domanda che mi viene da fare è "non è abbastanza per chi?" . E la successiva è "cosa è il valore per te?" . Nel testo che segue Almaas spiega molto bene a mio parere la distorsione che comunemente attuiamo nelle nostre vite riguardo al valore.
"Esaminiamo innanzitutto il significato
che diamo alla parola valore. Come per la maggior parte della gente ,
anche per voi all'inizio del Lavoro il valore è legato al superego: voi pensate che abbia valore ciò che il superego approva, mentre
considerate privo di valore ci che il superego disapprova. Il
valore quindi dipende in gran parte dall'inconscio, dall'imprinting
che avete ricevuto dalle vostre convinzioni. Il giudizio di valore
dipende inizialmente da motivazioni inconsce."
Nel lavoro di pratica della Presenza ci si accorge quasi da subito a cosa attribuiamo valore e come poi creiamo tensione nel nostro sistema per perseguire il modello di valore a cui aderiamo. Ma con il passare del tempo ci si accorge del disagio che questo continuo "tendere a", questa continua ricerca ci portano. Comprendere che la ricerca del valore è vana, è un tentativo di non sentire la disconnessione con chi realmente siamo, diventa un passaggio importante che Almaas sottolinea con queste parole "É possibile dare valore a ciò che siete,in qualsiasi momento,e non solo perchè esistete , ma perchè sapete che l'esistenza in se stessa è un valore." e ancora "...la nostra esistenza non ha valore,è valore,è la fonte del valore,è ciò che da valore a tutto il resto.Normalmente non riusciamo a rendercene conto con tanta profondità. Il valore,in sè e per sè, è un aspetto dell'essenza, è indipendente dalla mente e può essere avvertito come valore assoluto.....Il mio valore è indipendente da ció che dice il mio superio o quello di chiunque altro,è indipendente da ciò che accade."
Nel lavoro di pratica della Presenza ci si accorge quasi da subito a cosa attribuiamo valore e come poi creiamo tensione nel nostro sistema per perseguire il modello di valore a cui aderiamo. Ma con il passare del tempo ci si accorge del disagio che questo continuo "tendere a", questa continua ricerca ci portano. Comprendere che la ricerca del valore è vana, è un tentativo di non sentire la disconnessione con chi realmente siamo, diventa un passaggio importante che Almaas sottolinea con queste parole "É possibile dare valore a ciò che siete,in qualsiasi momento,e non solo perchè esistete , ma perchè sapete che l'esistenza in se stessa è un valore." e ancora "...la nostra esistenza non ha valore,è valore,è la fonte del valore,è ciò che da valore a tutto il resto.Normalmente non riusciamo a rendercene conto con tanta profondità. Il valore,in sè e per sè, è un aspetto dell'essenza, è indipendente dalla mente e può essere avvertito come valore assoluto.....Il mio valore è indipendente da ció che dice il mio superio o quello di chiunque altro,è indipendente da ciò che accade."
Buona pratica.
( cit. Almaas "Il cuore di diamante")
sabato 11 luglio 2015
Sii qui adesso....
"Sii qui adesso. Ama il viaggio. Ama il momento, in pace ed amore. Solo stai qui, adesso."
(Ram Daas)
venerdì 10 luglio 2015
Il Sutra sui quattro fondamenti della consapevolezza
"Udii queste parole del Buddha a Kammassadharma, una città del popolo dei Kuru. Il Buddha si rivolse ai bhikkhu: "O bhikkhu". I bhikkhu risposero: "Venerabile Signore".
Il Buddha disse: "Bhikkhu, c'è una via meravigliosa per aiutare gli esseri viventi a realizzare la purificazione, superare direttamente il dolore e la tristezza, porre fine alla sofferenza e all'ansia, percorrere il retto sentiero e realizzare il nirvana. È la via dei quattro fondamenti della consapevolezza.
"Quali sono i quattro fondamenti?
1. "Bhikkhu, il praticante si radica nell'osservazione del corpo nel corpo, accurato, consapevole, con una chiara comprensione, avendo abbandonato ogni desiderio e avversione per questa vita.
2. "Egli si radica nell'osservazione delle sensazioni nelle sensazioni, accurato, consapevole, con una chiara comprensione, avendo abbandonato ogni desiderio e avversione per questa vita.
3. "Egli si radica nell'osservazione della mente nella mente, accurato, consapevole, con una chiara comprensione, avendo abbandonato ogni desiderio e avversione per questa vita.
4. "Egli si radica nell'osservazione degli oggetti mentali negli oggetti mentali, accurato, consapevole, con una chiara comprensione, avendo abbandonato ogni desiderio e avversione per questa vita.
[...]"
(Satipatthana sutta (Theravada) dal Majjhima Nikaya, 10. Tradotto dal pali da Thich Nhat Hanh e Annabel Laity).
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Il Buddha disse: "Bhikkhu, c'è una via meravigliosa per aiutare gli esseri viventi a realizzare la purificazione, superare direttamente il dolore e la tristezza, porre fine alla sofferenza e all'ansia, percorrere il retto sentiero e realizzare il nirvana. È la via dei quattro fondamenti della consapevolezza.
"Quali sono i quattro fondamenti?
1. "Bhikkhu, il praticante si radica nell'osservazione del corpo nel corpo, accurato, consapevole, con una chiara comprensione, avendo abbandonato ogni desiderio e avversione per questa vita.
2. "Egli si radica nell'osservazione delle sensazioni nelle sensazioni, accurato, consapevole, con una chiara comprensione, avendo abbandonato ogni desiderio e avversione per questa vita.
3. "Egli si radica nell'osservazione della mente nella mente, accurato, consapevole, con una chiara comprensione, avendo abbandonato ogni desiderio e avversione per questa vita.
4. "Egli si radica nell'osservazione degli oggetti mentali negli oggetti mentali, accurato, consapevole, con una chiara comprensione, avendo abbandonato ogni desiderio e avversione per questa vita.
[...]"
(Satipatthana sutta (Theravada) dal Majjhima Nikaya, 10. Tradotto dal pali da Thich Nhat Hanh e Annabel Laity).
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